Fauna selvatica fuori controllo in Abruzzo: la mobilitazione parte dal cuore agricolo della regione
La fauna selvatica fuori controllo in Abruzzo è diventata un’emergenza strutturale. Non si tratta più di singoli episodi o casi isolati, ma di un fenomeno che sta mettendo in ginocchio l’intero settore agricolo regionale. Campi devastati, greggi attaccate, raccolti perduti, risarcimenti tardivi e spesso insufficienti: questo è lo scenario che agricoltori, allevatori e cittadini si trovano ad affrontare ogni giorno.
Ad accendere i riflettori sulla situazione sono le organizzazioni CIA Abruzzo, Confagricoltura Abruzzo, Copagri Abruzzo e Liberi Agricoltori Abruzzo. Unite in un fronte compatto, queste realtà hanno lanciato un forte grido d’allarme, chiedendo con determinazione interventi urgenti, strutturati e coordinati.
Un sistema fuori controllo: cinghiali, cervi e lupi senza freni
Secondo quanto denunciato nel comunicato ufficiale, la proliferazione incontrollata di cinghiali, cervi, lupi e altre specie invasive ha superato ogni soglia di tollerabilità. Le conseguenze sono evidenti: ettari di coltivazioni distrutti, pascoli abbandonati, animali d’allevamento aggrediti.
Il piano di contenimento dei cinghiali, nonostante le promesse politiche, resta inapplicato in molte aree. Il prelievo dei cervi è stato sospeso da una sentenza del TAR, mentre la peste suina africana continua ad avanzare, minacciando anche la sicurezza alimentare.
A peggiorare la situazione, i meccanismi di indennizzo risultano lenti e farraginosi: i danni vengono risarciti con mesi di ritardo e in misura insufficiente. Questo genera ulteriore frustrazione tra chi vive e lavora nelle campagne abruzzesi.
“Siamo stanchi di subire”: la voce degli agricoltori si alza
Nicola Sichetti, presidente di CIA Abruzzo, ha espresso con forza il sentimento diffuso tra gli operatori del settore:
“Non è solo il reddito degli agricoltori a essere sotto attacco, ma la tenuta stessa del nostro territorio. Dove manca la gestione, l’ambiente si degrada.”
La denuncia non riguarda solo l’aspetto economico, ma tocca questioni ambientali e sociali profonde. Senza una gestione attiva del territorio, si perde biodiversità, sicurezza alimentare e presidio umano nelle aree interne.
Mobilitazione regionale: il calendario delle iniziative
Per far fronte all’emergenza, le sigle agricole hanno annunciato una campagna di mobilitazione regionale. In programma ci sono:
- Raccolta firme in tutta la regione
- Incontri pubblici con cittadini e amministratori
- Presìdi simbolici nei luoghi colpiti
Il momento clou sarà la manifestazione regionale di lunedì 13 maggio 2025, a L’Aquila, davanti alla sede del Consiglio Regionale. L’appuntamento è fissato per le ore 10:00. Parteciperanno agricoltori, famiglie, cittadini e dirigenti delle associazioni.
Durante l’iniziativa verrà consegnato un documento contenente proposte operative concrete per ristabilire un equilibrio tra agricoltura, fauna e territorio.
Il giorno dopo, un altro presidio davanti al TAR
La mobilitazione proseguirà anche martedì 14 maggio, in occasione dell’udienza di merito presso il TAR dell’Aquila sulla delibera regionale per l’abbattimento di 469 cervi. Una delegazione delle organizzazioni sarà presente all’esterno del tribunale, a testimonianza della gravità della situazione.
Una battaglia destinata a continuare
CIA Abruzzo ha già chiarito che questa è solo la prima tappa di un percorso lungo e determinato. L’obiettivo è ottenere misure serie, efficaci e coordinate, che vadano oltre l’emergenza e costruiscano un modello di convivenza sostenibile tra natura e attività umane.
Gli agricoltori non chiedono privilegi, ma solo di poter lavorare in sicurezza e contribuire alla tutela del territorio, come fanno da sempre.

