Introduzione: La Bussola per la Tempesta Energetica
Il futuro energetico italiano è un tema centrale, capace di influenzare non solo il portafoglio delle famiglie ma anche la competitività delle imprese e la stabilità economica del Paese. Tra le bollette in costante aumento e le sfide della transizione ecologica, la confusione è tanta. Come ha ricordato Paolo Arrigoni, presidente del GSE, l’obiettivo è ridurre i costi per famiglie, aziende e pubblica amministrazione. Tuttavia, il percorso non è né lineare né semplice.
Durante l’Abruzzo Economy Summit, esperti e manager del settore energetico hanno messo in discussione le narrazioni dominanti, svelando tre verità poco note che potrebbero cambiare radicalmente la nostra visione dell’energia. Non una rivoluzione improvvisa, ma una strategia pragmatica che richiede integrazione, innovazione e scelte coraggiose.
1. Non una Transizione, ma un’Integrazione: il Ruolo Fondamentale del Gas
Il primo concetto chiave riguarda il linguaggio che usiamo. Come sottolinea Agostino Scornajenchi, CEO di Snam, parlare di “transizione energetica” è fuorviante: la vera sfida è l’integrazione energetica. Nessuna tecnologia, da sola, può garantire sicurezza e competitività.
Il gas naturale, spesso percepito come antagonista delle rinnovabili, è in realtà il loro principale alleato. Affidabile, flessibile e sempre disponibile, permette di compensare i limiti dell’intermittenza di solare ed eolico. Inoltre, sostiene la decarbonizzazione attraverso lo sviluppo di nuove molecole come l’idrogeno.
Non è un caso se le principali economie mondiali continuano a investire in infrastrutture gas: senza questa risorsa, la rete energetica non potrebbe garantire stabilità. In altre parole, gas e rinnovabili non sono nemici, ma partner di un unico ecosistema.
2. Il Gigante Nascosto: il Potenziale dell’Eolico Offshore
Il futuro energetico italiano si gioca anche in mare. L’eolico offshore, ancora poco sviluppato, rappresenta una risorsa immensa. Riccardo Toto, direttore generale di Renexia, ha ricordato che i consumi energetici globali sono destinati a raddoppiare nei prossimi vent’anni. Per affrontare questa crescita, il vento marino è una delle soluzioni più promettenti.
I numeri parlano da soli:
- fino a 15 GW di capacità potenziale installabile;
- 45 miliardi di euro di valore aggiunto economico;
- milioni di famiglie alimentate da progetti già pianificati, come quello nel Canale di Sicilia.
L’eolico in mare ha inoltre un vantaggio strategico: non sottrae suolo alle attività agricole e riduce i conflitti territoriali tipici delle installazioni a terra. Tuttavia, perché i benefici arrivino davvero nelle bollette, è necessario disaccoppiare il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas, altrimenti le rinnovabili continueranno a seguire l’andamento dei mercati fossili.
3. L’Alleato Inaspettato: il Ruolo del Nucleare
La terza verità è forse la più controintuitiva. Secondo Luca Mastrantonio di Nuclitalia, il nucleare non è un concorrente delle rinnovabili, ma un loro abilitatore. La sua funzione è fornire quella base stabile e programmabile che manca alle fonti intermittenti.
Il problema dell’energia verde è noto: il sole non brilla sempre, e il vento non soffia con costanza. In un sistema elettrico dominato da consumi crescenti (data center, auto elettriche, pompe di calore), la stabilità è fondamentale. Il nucleare, essendo decarbonizzato e continuo, offre proprio questa sicurezza.
A livello geopolitico, inoltre, il nucleare riduce la dipendenza da Paesi instabili e garantisce prezzi più prevedibili. Non sorprende quindi che, in Europa e altrove, stia tornando al centro delle strategie energetiche.
Conclusione: Pragmatismo contro Ideologia
Il futuro energetico italiano non sarà scritto da slogan, ma da scelte pragmatiche. Gas, eolico offshore e nucleare non sono soluzioni alternative, bensì tasselli di un unico mosaico. L’integrazione di queste tecnologie permetterà di ridurre le bollette, migliorare la sicurezza della rete e garantire sostenibilità a lungo termine.
La domanda che resta aperta è politica e culturale: saremo capaci di abbandonare semplificazioni ideologiche per abbracciare la complessità del reale? Solo accettando questa sfida potremo trasformare l’attuale tempesta energetica in un’opportunità storica per il Paese.
